DECLINAZIONI

Galleria d’arte Ellebi a cura di Antonio D’Avossa

La mostra, dal titolo Declinazioni è una rassegna a due voci raccontata attraverso il linguaggio creativo di Armando Marrocco e Giovanni Fava e ha come scopo quello di approfondire la ricerca artistica di artisti appartenenti a generazioni diverse.

Veduta prospettica assiale di uno spazio espositivo interno con pareti bianche e pavimentazione in grandi lastre scure uniformi. Al centro in primo piano, scultura sferica monumentale avvolta da bande cartacee con fitte iscrizioni calligrafiche in inchiostro nero. Sulla parete di fondo, pannello dittico a fondo chiaro con stesure materiche orizzontali parallele ad alto rilievo attenuato. Sulla parete laterale sinistra, due opere bidimensionali verticali entro cornici bianche minimali con strutture circolari concentriche e addensamenti segnici. Sulla parete di destra, elemento ovale a fondo scuro con fitto reticolo di segni geometrici lineari bianchi in contrasto netto. Illuminazione tecnica zenitale orientabile tramite proiettori su binari. Documentazione d'arte contemporanea dell'artista Giovanni Fava.
Veduta d’allestimento. Mostra bipersonale Declinazioni di Armando Marrocco e Giovanni Fava presso la Galleria Ellebi. In primo piano: Mondo di parole. Sullo sfondo: Senza titolo.

La Ellebi Galleria d’Arte presenta sabato 16 maggio “DECLINAZIONI”, una mostra a due voci raccontata attraverso il linguaggio creativo di Armando Marrocco e Giovanni Fava.
La rassegna, curata da Antonio D’Avossa, e’ la prima di una serie di esposizioni che ha come scopo quello di approfondire la ricerca di artisti appartenenti a generazioni diverse.

Scrive D’Avossa nel catalogo: “Armando Marrocco e Giovanni Fava divisi da una forma visiva del fare pittura e scultura assolutamente differente si incontrano invece in quella pratica dello scavo del processo visivo nella sua forma primaria. Originaria e non primitiva, questa forma attraversa l’intera opera di Armando Marrocco e, da un’altra postazione, quella della scrittura in particolare, fonda i lavori e la ricerca che Giovanni Fava porta avanti da qualche anno.
In realtà, Armando Marrocco dalla fine degli anni Cinquanta ha sviluppato un vero e proprio sistema di investigazione nei confronti della superficie pittorica così come nei confronti dei materiali utilizzati per la costruzione di questa superficie e della sua analisi. L’articolazione attivata da Marrocco, lungo il suo intero percorso, può essere considerata un’ indagine verso superficie e materie, colori e luoghi, linee e punti, che rinviano sempre alle sue radici mediterranee e che tuttavia si arricchiscono della sua visiva (e vissuta) esperienza storica milanese. “

Saranno in mostra circa 20 opere dell’artista pugliese di nascita ma milanese di adozione. Dai “Mediterranei”, opere in cui la superficie spesso polimaterica o monocroma dialoga con i materiali assemblati, agli “Intrecci” degli anni 60, lavori raffinati e intrisi di memoria, fino alle “Dimore” , pitto-sculture realizzate con la sovrapposizione di stoffe, legni e pitture che ricordano le architetture contadine tipiche del Salento.

Spazio espositivo interno con scala in pietra grigio scuro e parapetto in lastre di vetro trasparente. Parete sinistra bianca con installazione seriale di sei opere di forma ovale disposte lungo una linea diagonale in progressione dimensionale crescente da sinistra a destra; superficie interna a fitta texture frammentata bianco e grigio con cornici perimetrali nere. Parete destra avanzata con grande opera monumentale di forma ovale monocroma rosso saturo a forte rilievo plastico e densità materica compressa entro cornice nera. Pavimentazione scura uniforme. Documentazione d'arte contemporanea di Giovanni Fava.
Veduta d’allestimento. Mostra bipersonale di Giovanni Fava e Armando Marrocco Declinazioni presso la Galleria Ellebi. A sinistra l’opera Eco di pensieri 2014. A destra: Pensiero rosso profondo 2015

Ancora D’Avossa: “Da un altro versante Giovanni Fava riprende una esperienza dell’uso della scrittura che a partire dai primi anni Sessanta, diversamente utilizzata, irrompe nel campo della pittura e della scultura nei termini di materia scritta e disponibile alla lettura nei suoi più diversi significati e forme.
Quella di Giovanni Fava è un’ esperienza singolare fatta soprattutto di frammenti e parole che appartengono al suo pensiero, al suo vissuto visivo. Anche Fava, ma con un materiale più fragile come la carta, riannoda i fili di una pratica del ritaglio e della scrittura manuale che sono appartenuti e appartengono a grandi campioni della storia dell’arte contemporanea: Jiri Kolar e Ben Vautier. In particolare il ritagliare piccole strisce di carta e riannodarle in volumi e intrecci ci dispone ad una visione e lettura del corpo stesso della pittura e della scultura. Le parole diventano materia e atomi di un fare arte che non si arresta alla monocromia. La riscrive e la ritaglia in una zona visiva inesplorata e singolare. E’ la compressione di questi pensieri a intrecciare corpo e mente della pittura e della scultura al medesimo tempo. Insomma il corpo frammentato, tagliato, reciso, dissezionato della visione si ricompatta, si unisce e riunisce in una nuova realtà, dove l’azione del volgere lo sguardo verso il basso, verso la sua profondità, diventa risalimento alle declinazioni di una scrittura e di una forma antica e contemporanea al medesimo tempo.”

E’ declinando e coniugando al limite del possibile visivo che entrambi, Armando Marrocco e Giovanni Fava, riallacciano i frammenti di un insegnamento sconosciuto: quello dell’arte.

Antonio D’Avossa

Inquadratura esterna d'angolo di architettura espositiva urbana. Facciata in blocchi di pietra squadrata chiara con ampie vetrate trasparenti terra-cielo. Attraverso la vetrata sinistra, visione di grande opera ovale monocroma rossa ad alto rilievo plastico e densità materica compressa. Attraverso la vetrata frontale destra, esposizione di pannello quadrangolare monocromo giallo saturo su parete bianca retrostante con illuminazione direzionale. Logotipo istituzionale Galleria Ellebi impresso su vetro. Marciapiede in cemento in primo piano. Documentazione d'arte contemporanea di Giovanni Fava.
Veduta esterna delle vetrine di Galleria Ellebi a Cosenza durante la mostra bipersonale Declinazioni di Giovanni Fava e Armando marrocco